Fabio Lonardi: un giovane stilista sotto la Mole

Le ispirazioni sotto la Mole di questo mese sono dedicate a Fabio Lonardi, un giovane studente di moda presso la prestigiosa NABA di Milano.  Fabio ha scoperto la sua passione per il mondo del fashion fin da bambino, divenendo oggi un vero e proprio artista sempre alla ricerca di nuovi elementi di ispirazione.

Da dove nasce la tua passione per la moda?

Credo che la mia passione per la moda sia nata durante la mia infanzia. Sono sempre attratto dal modo di vestire delle mie attrici preferite  delle serie tv che guardavo con la mia famiglia. Ero totalmente attratto da come un determinato personaggio potesse vestirsi, dalla maniera in cui riuscisse ad imporsi con il suo abbigliamento e stile.

Cosa significa per te creare un abito e dove trovi la tua ispirazione?

Creare un abito, per me, è come donare una parte di se stessi al mondo. Tutto nasce da noi, dalla nostra immaginazione e creatività. Nel corso dei miei anni di studi, mi è stato insegnato che ogni abito o collezione nasce da un progetto, che è estremamente personale e decisivo. Tutto ciò che ci circonda può essere un punto di partenza per la nostra ispirazione, dall’ombra di un semplicissimo oggetto, alla classica macchia di caffè rovesciata sul pavimento. Tutto questo può renderci creativi, basta riuscire a trarre da ciò la giusta ispirazione, anche in maniera critica. La regola che credo sia fondamentale, almeno nel mio caso, è che ogni minima cosa capace di far scaturire una suggestione o un pensiero, deve essere sempre tenuta a mente e mai abbandonata. Anche un errore è capace, molte volte, di far nascere qualcosa di giusto e concreto.

Creare un abito, per me, è come donare una parte di se stessi al mondo

Pensi che il modo in cui una persona si veste rispecchi la sua personalità?

Ormai il mondo del fashion è bombardato – soprattutto dal punto di vista dei social – a livelli quasi radicali. Le stesse fashion blogger diventano un anti-personalità, dal momento che costruiscono un immaginario ideale inducendo così giovani e non, a voler esprimere ciò che non sono realmente. Bisogna sempre ricordarsi che è bene seguire una tendenza purché essa non annienti totalmente noi stessi e i nostri gusti. E’ importante, infatti, rendersi visibili al mondo ciò che siamo e  – perché no – ciò che vogliamo apparire. Ad esempio, si può rendere un capo  – anche semplicissimo – particolare per mezzo di una nostra applicazione o lavorazione totalmente hand-made, che lo rende più unico che raro.

Velo si o no?

Il velo mantiene quella magia che tutti sognano, l’essere velati per poi essere esposti nel momento più importante della nostra vita. Penso che il velo resti, non solo dal punto di vista del fascino ma anche da un punto di vista filosofico, uno dei dettagli più belli per una sposa. Credo che vederla attraversare la navata con il volto velato e poi svelarsi all’altare davanti a tutti, ma soprattutto davanti al suo sposo, sia una cosa bellissima. Bisogna però distinguere il velo tradizionale da quello post-moderno inserito solo come decorazione all’interno della stessa acconciatura! Il velo resta quel particolare che svela e non che decora, dev’essere quindi totalmente correlato all’abito della sposa.

Abito lungo o abito corto?

Ognuno nel proprio immaginario si aspetta una sposa con abito lungo. E’ la figura a cui tutti noi siamo sempre stati abituati. Nonostante questo, penso che anche l’abito corto possa essere una scelta alternativa decisamente interessante. L’importanza di un abito da sposa non credo sia tanto legato alla lunghezza della gonna  o alla presenza di strascico, bensì da come esso avvolge il fisico della stessa sposa, il quale deve essere messo in risalto nel migliore dei modi. Escludere diverse tipologie di lunghezza per l’abito non ha minimamente senso, in ogni lunghezza si può essere una sposa con la S maiuscola.

Una sposa in pantalone?

Il pantalone rimane uno dei capi d’abbigliamento più affascinanti, sotto ogni punto di vista. Proprio per questo sostengo che una sposa in tailleur sia una sposa perfetta. Saper portare un completo in un momento così importante della propria vita, senza ricorrere ai classici ideali, significa esser convinte di sé stesse, delle proprie idee, e perché no, voler risaltare la propria immagine di donna emancipata.

C’è uno stilista che preferisci in particolare?

Credo che il mio stilista per eccellenza  sia Alexandre Vauthier, per via del suo stile al tempo stesso femminile e provocatorio. Nelle sue collezioni troviamo sempre un particolare legato alla storia del costume o comunque al passato che ha segnato la donna sia dal punto di vista estetico che non. Penso che l’interesse e la bellezza  delle sue collezioni sia legato al suo saper mixare elementi iconici con le tendenze che vengono riproposte per ogni diversa stagione.

So che la tua vera passione sono le illustrazioni e che una di queste ha vinto un premio della maison Berta Bridal. Vuoi parlarci un po’ del modello che hai creato in quell’occasione?

Quella con Berta Bridal, è stata una delle collaborazioni più belle! Nel 2015, la maison stessa mi ha invitato a realizzare una mia illustrazione basata su una delle loro ultime collezioni sposa. Si trattava di una competition organizzata appunto da Berta, all’interno della quale erano stati invitati a partecipare solo illustratori selezionati dallo staff della maison. Io decisi di realizzare un abito composto da una totale trasparenza in pizzo con una linea a corolla, dalla linea semplice e pulita. Finii sui loro canali social e vinsi aggiudicandomi il 4 posto. Fu una delle mie tante esperienze, una delle più belle e di cui ancora oggi vado molto fiero e felice! Riuscii infatti a conciliare la mia passione per il disegno e per il settore fashion.

Se fossi un tessuto quale saresti?

Questa è una domanda molto particolare e davvero interessante! Sicuramente sarei un tessuto tecnico e non naturale. Con l’esperienza ormai ho constatato che io e i tessuti di origine naturale – ahimè – non andiamo molto d’accordo. Nonostante questo penso che potrei essere proprio una crepe georgette, trasparente e allo stesso tempo particolare al tatto per mezzo della trame e dallo stessa ferra sintetica e non.

Potete seguire il percorso artistico di Fabio e trovare altri suoi capolavori sulla sua pagina Instagram.

 

Annette, innamorata dei colori, delle tazzine di caffè e dei piccoli dettagli che fanno la differenza.
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